LE STREGHE DI LENZAVACCHE
dal romanzo di Simona Lo Iacono
Le Streghe di Lenzavacche
Il romanzo Le Streghe di Lenzavacche di Simona Lo Iacono, è stato finalista al Premio Strega 2016.
Le “streghe di Lenzavacche” vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell’abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio. Secoli dopo una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.
Un racconto emozionante e commovente che apre alla speranza e rigenera fiducia nella vita. Integrato e valorizzato da canzoni originali che accompagnano lo spettatore in un’atmosfera magica e avvolgente.
Quando proporlo
Lo spettacolo è particolarmente adatto a ricorrenze e momenti dedicati ai diritti e alla valorizzazione delle donne, della comunità e dell’inclusione. In particolare:
• 8 marzo – Giornata internazionale della donna • Festa della mamma • 20 novembre – Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza • 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne • 3 dicembre – Giornata internazionale delle persone con disabilità • Progetti su inclusione, diritti dell’infanzia e contrasto all’emarginazione.
Uno spettacolo intenso e luminoso che intreccia memoria e coraggio, restituendo voce alle donne dimenticate e alla forza gentile di chi resiste.
Marika Zanchetta
voce narrante
Simone Carnielli
voce narrante
Paolo Perin
voce e chitarra
Adattamento teatrale: Marika Zanchetta
Canzoni originali: Paolo Perin
Regia: Simone Carnielli
Produzione: Effetti Personali Teatro
Tratto dall’omonimo romanzo di Simona Lo Iacono






